ANNO 16 n° 267
Falco lanario, sei anni di ricerca e conservazione: all’Università della Tuscia il convegno conclusivo di Life Lanner
Il 29 e 30 settembre a Viterbo e nelle aree protette della provincia si farà il punto sui risultati del progetto europeo dedicato a uno dei rapaci più rari d’Europa
24/09/2026 - 15:28

VITERBO – Sei anni di ricerca, monitoraggio e interventi di conservazione per tutelare il Falco lanario, uno dei rapaci più rari d’Europa. È questo il bilancio al centro del convegno conclusivo del progetto europeo Life Lanner (LIFE18 NAT/IT/000720), in programma il 29 e 30 settembre 2026 tra l’Università degli Studi della Tuscia e alcune delle aree protette del Viterbese.

L’appuntamento, dal titolo “Risultati e prospettive per la conservazione del falco lanario in Italia”, rappresenta il momento conclusivo di un percorso avviato nel 2020 con l’obiettivo di contrastare la forte riduzione della natalità della specie, particolarmente evidente nel Lazio, dove il falco lanario era arrivato a non avere più coppie nidificanti stabili.

Il progetto è coordinato dall’Ente Monti Cimini – Riserva Naturale Regionale Lago di Vico, in qualità di capofila, e vede la collaborazione della Provincia di Viterbo, organizzatrice dell’evento, della Regione Lazio, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, e-distribuzione, Ornis Italica e BirdLife Malta. L’iniziativa gode inoltre del patrocinio di ISPRA e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Tra i risultati più significativi raggiunti nel corso del progetto c’è l’avvio, presso il CRAS dell’Ente Monti Cimini a Caprarola, del primo centro pubblico in Italia ad aver ottenuto con successo la riproduzione del Falco lanario.

I giovani esemplari sono stati allevati e accompagnati progressivamente all’involo, per poi essere rilasciati in diverse aree del Lazio e del territorio nazionale. Gli uccelli liberati sono stati dotati di trasmettitori GPS/VHF, strumenti che hanno permesso ai ricercatori di raccogliere importanti informazioni sul comportamento e sugli spostamenti della specie in natura.

Un ruolo fondamentale è stato inoltre svolto da e-distribuzione, che nell’ambito del progetto ha completato l’isolamento e la messa in sicurezza di 363 pali elettrici a media tensione situati nelle principali aree di presenza del falco lanario, tra cui la Riserva del Lago di Vico, il Parco di Marturanum, Monte Rufeno e la Valle del Treja.

La prima giornata, martedì 29 settembre, si svolgerà dalle 9 alle 17.30 nell’Aula Magna dell’Università degli Studi della Tuscia. Dopo i saluti della rettrice Tiziana Laureti, del presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli e del presidente e del direttore dell’Ente Monti Cimini, Alessandro Pontuale ed Eugenio Maria Monaco, saranno presentati i risultati scientifici del progetto.

Gli interventi affronteranno diversi aspetti della conservazione della specie, dalla riproduzione alla genetica, dal monitoraggio attraverso i sistemi GPS agli interventi sugli habitat, fino alla cooperazione internazionale nel Mediterraneo.

Nel pomeriggio spazio agli interventi dei componenti del Comitato Scientifico e a una tavola rotonda dedicata al futuro del Falco lanario, alla quale parteciperanno alcune delle principali organizzazioni ornitologiche e ambientaliste nazionali, tra cui LIPU, WWF Italia, SROPU e GTR.

La seconda giornata, mercoledì 30 settembre, sarà invece dedicata alle attività sul campo. Dalle 9.30 alle 13.30 i partecipanti potranno visitare le voliere riproduttive e la nursery del CRAS dell’Ente Monti Cimini a Caprarola. Successivamente il programma si sposterà nel Parco Naturale Regionale Marturanum di Barbarano Romano, dove sarà possibile osservare la torretta di rilascio, i pascoli interessati dagli interventi di decespugliamento, i fontanili ristrutturati e alcuni tratti delle linee elettriche messi in sicurezza.

L’evento è gratuito e aperto a tutti. Per motivi organizzativi e per consentire la gestione della navetta prevista per le attività sul campo, è però necessaria l’iscrizione online.

La due giorni rappresenterà così non solo l’occasione per tracciare un bilancio dei sei anni di Life Lanner, ma anche un momento di confronto sulle future strategie necessarie a garantire la conservazione del Falco lanario e la tutela degli habitat indispensabili alla sua presenza in Italia.






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